I Riser Shim Resinex per la nuova nave Saipem 12000

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ShimsAlLavoro1.jpgSono in dotazione alla nuovissima Saipem 12000 i galleggianti tipo Riser Shim prodotti da Resinex per equipaggiare i tubi in acciaio utilizzati per la perforazione petrolifera in acque profonde, di cui è dotata la nave della società di engineering del gruppo Eni costruita nei cantieri della Samsung Heavy Industries in Corea del Sud.
Gli 89 galleggianti speciali sono stati fabbricati con un guscio esterno in Elastorex arancione e riempiti con materiale sintattico in grado di resistere a 370 bar di pressione idrostatica. Possono quindi lavorare in tutta sicurezza a 12.000 piedi di profondità, poco meno di 4 mila metri.
Presentano un’elevata elasticità ed un’ottima resistenza agli urti e sono stati testati nel Resinex Marine Research Centre di Adro (Brescia), uno dei laboratori per le prove ad alta profondità più attrezzati d’Europa.
Un Riser Shim completo ha un diametro esterno di 1,464 metri e un diametro interno di 0,546. E’ lungo due metri e pesa 2 mila chili.

ShimsAlLavoro2.jpgI Riser Shim Resinex vengono utilizzati per equipaggiare Riser Joint in acciaio, tubi completi di linee ausiliarie (auxiliary lines clamps) della lunghezza di 90 piedi (27 metri) ciascuno, in dotazione alla nave.
Ancor prima di essere terminata, la Saipem 12000  era già stata noleggiata per cinque anni (più due di opzione) dalla società petrolifera francese Total. Sarà utilizzata fino al primo trimestre del 2015 per lo sviluppo del giacimento Pazflor, nell’offshore angolano. E’ in grado di operare in acque profonde fino a 12.000 piedi.
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Anche le barriere Resinex nel golfo del Messico

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Anche Resinex è scesa in campo nella corsa contro il tempo per salvare le coste della Louisiana e della Florida dalla marea nera di petrolio che ha invaso il golfo del Messico per la falla apertasi in seguito alla tragedia della piattaforma Bp.
La nostra società ha prodotto centinaia di metri di barriere galleggianti antinquinamento che sono già partiti da Rovato verso gli Stati Uniti.
Il nostro catalogo comprende numerosi
tipi di sistemi di varie dimensioni e misure per la protezione delle coste, delle acque chiuse e per il contenimento degli sversamente di petrolio o di altri materiali inquinanti.
Un paio di migliaia di metri di questi sbarramenti galleggianti sono stati inviati in Usa nei primi giorni dell’emergenza, altri sono in fase di produzione.
È una corsa contro il tempo e Resinex è in grado di predisporre mille metri di barriere alla settimana.
I nostri prodotti sono già stati utilizzati contro la mucillagine dell’Adriatico, per contenere i danni causati alle coste liguri dal disastro della petroliera Haven nel 1991 e nel febbraio 2010 per fermare la chiazza di combustibile riversatasi nel Lambro dalla raffineria di Villasanta.
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Boe modulari per Rxt in Brasile

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A Reservoir Exploration Technology (Rxt), la società norvegese specializzata nei rilievi geofisici, nelle esplorazioni del fondo sottomarino per l’industria petrolifera e nei controlli sismici, Resinex ha fornito il supporto galleggiante per otto boe di superficie destinate a un nuovo campo di operazioni in Brasile.
Si tratta di moduli galleggianti che sostengono un impianto di ricezione e registrazione dei segnali che provengono dal fondo.
Dopo la fornitura di 40 boe di media profondità (300 metri), la società scandinava conferma la scelta della tecnologia Resinex per i lavori di mappatura dei fondali.


Tra i ghiacci dell’Antartico

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È già stata testata due volte. La prima nel febbraio 2009 nel mar Nero dalla nave di ricerca Alliance della Nato. La seconda nel Mar Ligure centrale dalla nave Tavolara della Marina militare italiana.

La boa strumentata Resinex modello RS6 destinata agli esperimenti scientifici da effettuare nelle gelide acque dell’oceano Antartico si appresta a partire per la sua destinazione finale, nel continente ghiacciato

a Sud del mondo.
Lo farà nell’ambito del Programma nazionale di ricerche in Antartide, il progetto italiano che studia fenomeni planetari.


Otranto, monitoraggio nel canale

BoaOgsOtranto.jpgL’Istituto nazionale di Oceanografia e di geofisica sperimentale (Ogs) di Trieste ha installato una boa strumentata di monitoraggio nel canale d’Otranto nell’ambito di un progetto europeo.

Si tratta di un sistema galleggiante collocato su un fondale di circa 1.200 metri di profondità e dotato di strumenti e sensori per effettuare rilievi dei venti e delle acque.

Per questo progetto è stata utilizzata una boa Resinex modello Pem 18 con un galleggiante di 1,8X1,2 metri con fanale di segnalazione. L’alimentazione è garantita da pannelli solari.


Un sistema anti-tsunami nel Mar Cinese meridionale

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U
tilizzano galleggianti Resinex i due sistemi di allerta precoce anti tsunami consegnati alla State oceanographic administration della Repubblica popolare Cinese, che verranno collocati nelle acque del mar Cinese meridionale.

Si tratta della componente marina del sistema, formata da due tsunamimetri Envirtech di classe Poseidon, posizionati a una profondità di circa 4.000 metri, e sostenuti a due boe oceaniche Resinex progettate per resistere al mare forza 12 e da due linee di ormeggio formate da galleggianti Resinex studiati per profondità di 4 mila metri.
Il sistema dovrà restare in mare per due anni consecutivi senza manutenzione in una zona continuamente colpita da tifoni tropicali.
Le boe, estremamente stabili, dovranno sopportare venti a più di 120 km orari e onde di altezza superiore ai 12 metri, condizioni ormai frequentissime nel mar Cinese meridionale.
Il sistema è costituito da due stazioni di rilevazione dislocate a profondità potenzialmente comprese tra i 500 ed i 7.000 metri che, trasmettendo i parametri di pressione acquisiti sul fondo alle boe relay in superficie, lanciano via satellite a un centro di controllo situato a Pechino l’allarme per uno tsunami generato al largo delle coste cinesi meridionali.
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Nemo, il telescopio che scruta le stelle dagli abissi

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cenderà fino a oltre 3 mila metri sotto il livello del mare, anche se è progettato per sostenere la pressione fino a 400 bar. È l’impianto sperimentale del progetto Nemo (Neutrino Mediterranean Observatory), che l’Istituto nazionale di Fisica Nucleare (Infn) ha in corso nel mar Mediterraneo per realizzare un telescopio di nuova concezione, battezzato “kilometro cubo”.

I galleggianti che lo sostengono sono prodotti Resinex, proprio come quelli utilizzati nel 2005 durante la prima fase sperimentale. Alla luce dell’esperienza i nuovi galleggianti sono stati resi più sottili, ottenendo

una maggiore modulabilità. Appositamente studiati per le alte profondità, sono stati posizionati sulle basi delle minitorri che fanno da supporto all’impianto e che attualmente sono in fase di test.

Il progetto Nemo prevede la costruzione di una grande antenna sottomarina studiata per rivelare neutrini astrofisici di altissima energia. Individuare la presenza de neutrini potrebbe estendere le conoscenze dell’astronomia attuale, che invece è basata sulla rivelazione di fotoni, cioè di luce e radiazione elettromagnetica.

Nemo rappresenterà infatti anche la più grande stazione di monitoraggio (oceanografico, geofisico, chimico ed acustico) dell’ambiente marino, nonché un polo di sviluppo di tecnologie per l’esplorazione degli abissi.

La localizzazione definitiva sarà probabilmente di fronte a Capo Passero, il che permetterà di collocare il telescopio a circa 3.500 metri di profondità, 100 chilometri al largo della Sicilia.
Sotto questo spesso schermo d’acqua, il telescopio si troverà in condizioni ottimali di buio rispetto alla radiazione cosmica di bassa energia che, a bassa profondità, lo accecherebbe e non permetterebbe l’osservazione dei neutrini. Avrà un’estensione di due km quadrati e sarà formato da 81 torri di 750 metri d’altezza nonché dotato di circa 5.000 sensori di luce.


Vulcanologia a 6.000 metri

OceanologiaIngv.jpgL’istituto nazionale di geofisica e vulcanologia di Roma, che svolge un prezioso lavoro di ricerca sismologica e vulcanologica, si dedica anche allo studio sottomarino dei fenomeni tellurici.
Gestisce tra l’altro la rete sismica a larga banda mediterranea Med-Net che effettua monitoraggio continuo alle profondità del mare e arriva fino a 6 mila metri.
Anche Ingv per galleggianti di alta profondità sicuri e affidabili si rivolge alla tecnologia Resinex, che è ormai in grado di produrre moduli che possono sopportare pressioni fino a 1.100 bar.


Anche Micoperi sceglie Resinex

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Sono 44 le boe modello Resinex Pem 10 consegnate a cavallo tra il 2008 e il 2009 a Micoperi, società internazionale di impiantistica marina con sede centrale a Ravenna. Si tratta di galleggianti in polietilene lineare stampati con il sistema rotazionale e riempiti con poliuretano espanso.

Alle due estremità della parte metallica che li attraversa sono sistemati tre occhioni. Ogni boa pesa 285 chili, è lunga 2,4 metri e larga 1. Genera 1.000 chili di spinta netta ed è in grado di lavorare a 100 metri di profondità.


Saipem, la carica dei 600

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Il
progetto è di dimensioni colossali e a lungo termine. Lo stanno realizzando, per conto di Aramco, Snamprogetti Saudi Arabia e il consorzio Star (Saipem, Taqa, Al-Rushaid). Prevede la costruzione e l’installazione di 27 piattaforme offshore per l’estrazione petrolifera e di gas in mare, compresa la posa di condotte e di cavi.

Si tratta della prima operazione di questo genere e di questa portata messa a punto sulle coste dell’Arabia Saudita. L’accordo ha una durata iniziale di sette anni con opzioni per il rinnovo. I lavori fanno capo a un cantiere da 300 mila metri quadrati situato presso il porto Re Abdulaziz a Dammam con accesso in acque profonde. Ha circa 900 dipendenti e una capacità produttiva iniziale di 14 mila tonnellate anno di acciaio. Qui ha già preso il via la costruzione delle piattaforme, che verranno messe in mare nei prossimi anni. Nei primi quattro anni è prevista la messa in opera di almeno 14 piattaforme e di 80 chilometri di pipeline con i relativi cavi.

Un progetto di questa portata e un investimento così importante richiedono naturalmente la massima qualità anche in tutti i componenti collaterali. Poiché si avvicina il momento della posa in opera, era inevitabile che, per la parte galleggiante, i progettisti si rivolgessero a Resinex.
Per fare da supporto alle operazioni di trasporto, smistamento e posizionamento delle piattaforme, all’Arabia Saudita è quindi arrivato l’ordine per 600 boe Resinex di supporto del modello E8/1050, con 500 chilogrammi di spinta netta.

Per lo stesso progetto sono state ordinate altre 39 damage prevention buoys in elastomero tipo 4500 L con una spinta netta di 4,5 tonnellate.
A tutti i galleggianti forniti è stato applicato un rivelatore a radio frequenza, una sorta di carta d’identità elettronica per conoscere a distanza le caratteristiche della boa.
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Pali fissi per il porto di Rodi Garganico

RodiGarganico.jpgAnche il nuovo porto turistico di Rodi Garganico,sulla costa adriatica della Puglia in provincia di Foggia, è segnalato da un impianto Resinex. All’impresa Cidonio, che ha costruito l’infrastruttura, la nostra società ha infatti fornito un palo fisso e due torrette a candelabro interamente fabbricate in acciaio inox.
Questa ultime, una rossa e una verde, sono poste all’ingresso della rada, hanno un piano focale di 6,5 metri e una luce a Led della portata di 6 miglia nautiche. Un palo fisso luminoso di colore giallo segnala
invece il pontile traghetti.


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