FAQ Parchi marini

> Che cos’è una meda elastica?

< Una meda elastica è un palo (incardinato al fondale marino) che sorregge fuori dall’ acqua una struttura di segnalazione o una stazione di rilevamento di dati ambientali. E’ tenuta in verticale da un galleggiante sommerso e da sistemi di stabilizzazione.


FAQ Oceanologia

> Ho una condotta a mare e voglio abbinare alla sua segnalazione anche un’analisi delle acque. Una vostra boa o meda, può essere nel contempo allestita per il monitoraggio delle acque e l’analisi delle condizioni meteo-marine?

< Realizziamo molti tipi di boe o mede adattati ad hoc per attività che chiamiamo generalmente di analisi. Analisi delle acque, dell’aria, del comportamento del mare (maree, correnti), del vento, ecc. Per ogni utilizzo studiamo un allestimento particolare della torretta della meda o dello scafo della boa. I sensori sono generalmente alloggiati in speciali condotte protette che li proteggono dalle avverse condizioni atmosferiche. Abbiamo studiato soluzioni che escludono l’uso di carrucole che in mare danno risultati meccanici sempre insoddisfacenti. L’impianto di segnalazione, comunque obbligatorio, può essere adeguato nella potenza dei pannelli solari anche per l’ alimetazione dei sistemi di analisi.


FAQ Ormeggio e Ancoraggio

> La nostra società sta progettando un grande porto ed abbiamo previsto dei parabordi su banchina. Cha parabordo ci suggerite?
Tra i vari parabordi, quali possono essere offerti da Resinex?

< Resinex produce il parabordo foam filled e commercializza i parabordi cilindrici in gomma con il passaggio interno della catena e quelli, sempre in gomma, gonfiabili del tipo "Yokohama". " Sono tre tipologie con caratteristiche molto diverse.

  • Il tipo foam filled è un cilindro pieno di polietilene espanso e ricoperto di poliuretano elastomero. E’ dotato di alta galleggiabilità, ha un elevatissimo assorbimento di energia ed una contenuta forza di reazione. In sostanza è morbido ma reso resistente dall’elastomero e risponde alla forza subita con moderazione. Inoltre non rilascia il colore sulla chiglia della nave. E’ il parabordo più adatto per barche di qualità: stazioni marittime per navi da crociera oppure porti turistici.
  • Il tipo cilindrico con passaggio catena è il modello più heavy-duty. E’ composto da una miscela di gomma piena. E’ quindi molto rigido, non è galleggiante e assorbe meno energia e la rilascia velocemente. Adatto ad ormeggi di navi da carico che non abbiano necessità di protezione della chiglia.
  • Il parabordo gonfiabile è invece una via di mezzo tra i due precedenti. E’ composto da una camera d’aria di gomma protetta da pneumatici. Assorbe più energia del cilindro in gomma, ma meno del tipo foam filled e ne rilascia meno del tipo cilindrico in gomma. E’ galleggiante ed è molto adatto ad operazioni ship-to-ship in mare aperto dove sono necessarie galleggiabilità e resistenza, anche longitudinale.

> Vogliamo realizzare un campo boe per l’ ormeggio di grandi navi, possiamo avere la certezza che le boe da voi fornite siano adeguate?

< Anche in questo caso Resinex può offrire un programma di simulazione molto particolareggiato. Abbiamo, come sempre, bisogno del vostro aiuto e più precisamente di questi dati: lunghezza della nave e superficie bagnata (o almeno il pescaggio della nave). Anche in questo caso è necessario conoscere le condizioni meteo-marine: velocità della corrente in condizioni estreme, e del vento, periodo, ampiezza e lunghezza delle onde, sempre alle condizioni estreme.

> All’interno del porto ci hanno chiesto di posizionare delle strutture metalliche per segnalare l’ entrata del porto stesso. Cosa possiamo installare e che fanale dobbiamo posizionare?

< In questo caso, la Capitaneria di porto avrà indicato l’ altezza del piano focale dei pali fissi da posizionare, il colore e la portata del fanale (misurata in miglia nautiche, indica il raggio di azione del fanale). Con questi dati possiamo progettare dei pali fissi con accesso protetto dalle intrusioni, con un eventuale piano di lavoro all’ altezza del fanale. In questo caso l’ alimentazione della segnalazione potrà essere a pannelli solari e batteria oppure si potrà allacciare alla rete elettrica di terra con batteria a tampone e regolatore, in modo da consentire il mantenimento del segnale anche in caso di black-out elettrico.

> Avete altri tipi di segnali in produzione?

< Resinex è in grado di fornire tutti i tipi di fanale, dal più piccolo ø60mm alle grandi lanterne rotanti. Insieme a questi sono di elevatissimo livello i rilevatori di nebbia, che insieme ai segnalatori acustici anti-nebbia (fog horn) garantiscono un’elevata sicurezza anche in caso di ridotta visibilità.


FAQ Dragaggio

> Abbiamo la necessità di far galleggiare il tubo che dalla nostra draga porta il materiale dragato lontano dal luogo di scavo, cosa mi consigliate?

< Per consigliare nel modo migliore abbiamo la necessità di conoscere il diametro esterno ed il peso del tubo, il peso delle flange, la tipologia del materiale trasportato ed a quale altezza, fuori acqua, si vuole far galleggiare il tubo (completamente fuori, quasi completamente sommerso, ecc). Con questi dati possiamo scegliere il galleggiante più adatto ed il numero ideale per ottimizzare il rapporto tra livello di galleggiamento richiesto e necessità di contenimento dei costi da parte del nostro cliente.

> E’ meglio utilizzare galleggianti vuoti oppure riempiti di materiale espanso?

< Dipende dall’ uso della linea. Se ci sono evidenti rischi di collisione tra la linea ed i natanti è preferibile riempire i galleggianti di poliuretano espanso che li rende inaffondabili. Se questo rischio non si presenta, il galleggiante vuoto, già resistente di per sé, può permettere un consistente vantaggio economico per il cliente.

> Se il tubo deve rimanere in profondità, cosa può essere utilizzato?

< Possono essere utilizzati galleggianti Resinex con guscio e riempimento interno rinforzati. La densità del materiale con cui i gusci sono riempiti dipenderà dalla profondità di utilizzo della linea.

> Avete anche galleggianti per tubi di basso diametro?

< I nostri galleggianti vanno da un minimo di 160mm di diametro esterno del tubo ad un massimo di 960mm. Sempre mantenendo un’ alta galleggiabilità per singolo modulo.


FAQ Segnalazione marina

> Dobbiamo segnalare una condotta a mare, quali sono i dati tecnici necessari per capire che tipo di segnalazione posizionare?

< Innanzitutto abbiamo bisogno dell’ altezza del piano focale (a che altezza deve essere elevato il fanale dal livello del mare) e del raggio d’ azione del fanale (a che distanza deve essere visto); questi dati vi devono essere comunicati dalla Capitaneria di porto insieme al colore del fanale. Abbiamo bisogno, inoltre, di conoscere la profondità del mare, la distanza dal luogo di posa dalla costa e soprattutto le condizioni meteo-marine più estreme verificatesi sul luogo di posa: velocità del vento, velocità della corrente, altezza, lunghezza e periodo dell’ onda.

> Che cos’è una meda elastica?

< Una meda elastica è un palo (incardinato al fondale marino) che sorregge fuori dall’ acqua una struttura di segnalazione o una stazione di rilevamento di dati ambientali. E’ tenuta in verticale da un galleggiante sommerso e da sistemi di stabilizzazione.

> Che tipo di segnalazione mi suggerite? E’ preferibile installare una boa o una meda elastica?

< La boa ha la possibilità di essere posizionata con mezzi tecnici più limitati rispetto alla meda, ed è, generalmente, meno costosa della meda. La meda però garantisce un’elevata puntualità di segnalazione grazie all’ alta stabilità.

> Potete assicurarmi che anche col mare grosso il mio impianto di segnalazione rimanga intatto ed efficiente?

< La segnalazione viene da noi progettata per affrontare le condizioni di mare più estreme. Ad ulteriore garanzia in fase di offerta Resinex fornisce, su richiesta, il risultato della simulazione al computer del comportamento in condizioni di mare estreme sia della boa che della meda elastica. E’ per questo che preliminarmente richiediamo le informazioni sulle condizioni meteo-marine come descritto nel punto precedente.

> L’ alimentazione del fanale come avviene?

< L’ alimentazione avviene attraverso pannelli solari sia nel caso della meda, sia nel caso della boa. I pannelli alimentano la batteria (sono regolati da un regolatore di carica) la quale, a sua volta, alimenta il fanale. Generalmente il consumo notturno del fanale è calcolato per essere un decimo della potenza della batteria, questo permette al sistema di sopportare diversi giorni di bassissima insolazione. Nei casi di posizionamento geografico particolare, oppure con la necessità di alimentare altri strumenti posizionati sulla boa o sulla meda, potrà essere facilmente allestito un impianto solare (più pannelli, più batterie) di elevata potenza.

> Nel caso le lampadine si brucino, come si sostituiscono?

< I fanali montati sulle segnalazioni Resinex hanno generalmente un cambialampade a sei posizioni, questo permette una durata dell’intero impianto-lampade di 6.000 ore (notturne). Il cambialampade sostituisce automaticamente le lampadine bruciate fino a un numero massimo di sei lampade. Ogni sei mesi si suggerisce una visista in loco per il controllo e l’eventuale sostituzione delle lampade bruciate.

> Abbiamo scelto una boa per segnalare l’entrata del nostro porto. Come possiamo scegliere la dimensione giusta?

< La Capitaneria di porto locale vi indicherà certamente l’altezza del piano focale (altezza del fanale dal livello del mare), il raggio di visibilità ed il colore del fanale. Per avere il progetto più adeguato, oltre ai tre dati ricevuti dagli organi competenti, indicherete a Resinex l’altezza del fondale, la distanza dalla costa e, se è possibile, i principali indicatori meteo-marini. A questo punto Resinex studierà le dimensioni adeguate a sostenere il piano focale richiesto e le dimensioni (lunghezza, diametro della catena, tipi di tornichetti e maniglioni) dell’ormeggio necessario al fondale ed alle condizioni marine. Questi dati saranno poi inseriti nel programma di simulazione che verificherà il comportamento della boa a fronte delle sollecitazioni e delle dimensioni date.

> Che ormeggio mi suggerite?

< La scelta dell’ormeggio è molto importante. Secondo le condizioni meteo-marine studieremo l’ ormeggio che permetta più garanzie di sicurezza e contemporaneamente non sia eccessivo per le dimensioni della boa. Generalmente si sceglie una catena senza traversino con un diametro calcolato sulla base delle massime sollecitazioni che la struttura deve poter sopportare. La catena è generalmente dotata di tornichetto girevole e di due grilli per l’ aggancio alla boa ed al corpo morto. Nel caso di alta profondità possiamo creare un fondo virtuale con una boa intermedia. In questo caso l’ ormeggio è composto da una catena, da una boa di profondità e da un cavo. Il disegno dell’ ormeggio, il posizionamento e le dimensioni dei diversi elementi sono sempre valutati ad hoc per ogni posizione, in modo da minimizzare i pesi e le forze in gioco e garantire la maggiore stabilità.

> Abbiamo scelto una meda per segnalare l’ entrata del nostro porto. Come possiamo scegliere la dimensione giusta?

< Anche in questo caso dobbiamo ricevere tutti i dati richiesti per lo studio della boa. Occorre ricordare che la profondità massima di posa di una meda è di 400/500 metri. Con tutti i dati a nostra disposizione vi sarà fornito il progetto definitivo di meda con le caratteristiche ideali per ottimizzare le performance di segnalazione.

> Come si organizza la manutenzione di una boa o di una meda elastica?

< Per ogni fornitura, Resinex allega un completo manuale di manutenzione che indica precisamente le semplici modalità da seguire nei vari anni affinchè la segnalazione duri a lungo con performance sempre garantite.

> Vorrei installare una segnalazione temporanea, che non mi dia grandi problemi, sia facilmente posizionabile e mi costi poco. Cosa potete suggerirmi?

< Resinex ha una gamma di boe luminose molto vasta. Per questo tipo di necessità abbiamo una scelta di diverse boe di piccole dimensioni che montano fanali con pannello solare e batteria incorporati e non necessitano di manutenzione. Il prezzo può anche essere inferiore ai 500 Euro.

> Ho una condotta a mare e voglio abbinare alla sua segnalazione anche un’analisi delle acque. Una vostra boa o meda, può essere nel contempo allestita per il monitoraggio delle acque e l’analisi delle condizioni meteo-marine?

< Realizziamo molti tipi di boe o mede adattati ad hoc per attività che chiamiamo generalmente di analisi. Analisi delle acque, dell’aria, del comportamento del mare (maree, correnti), del vento, ecc. Per ogni utilizzo studiamo un allestimento particolare della torretta della meda o dello scafo della boa. I sensori sono generalmente alloggiati in speciali condotte protette che li proteggono dalle avverse condizioni atmosferiche. Abbiamo studiato soluzioni che escludono l’uso di carrucole che in mare danno risultati meccanici sempre insoddisfacenti. L’impianto di segnalazione, comunque obbligatorio, può essere adeguato nella potenza dei pannelli solari anche per l’ alimetazione dei sistemi di analisi.


FAQ Offshore e Alta profondità

> Dobbiamo sostituire dei galleggianti sulla nostra linea sottomarina per il trasporto del petrolio. Abbiamo visto sui vostri cataloghi 3 tipi di galleggiante. Quale tipo mi consigliate all’ interno della vostra gamma: Hinged, Bolted o Grooved ?
Hanno prestazioni diverse tra loro? Qual è il più adatto per noi?

< Il galleggiante Hinged è certamente il più sofisticato. E’ dotato di una particolare parte metallica in acciaio inossidabile che,tramite un sistema di ammortizzatori, permette che il galleggiante possa seguire l’ andamento della pressione interna del tubo. Così, la sicurezza della linea è ancora più garantita. Inoltre, è il galleggiante che più si adatta ad un montaggio in secondo impianto poiché consente un angolo di apertura ampissimo. Il galleggiante Grooved è il più funzionale e resistente. E’ stato disegnato per garantire performances heavy-duty. E’ soprattutto un galleggiante con altissime capacità di galleggiabilità. Il Bolted somma le grandi capacità di resistenza agli urti del tipo Grooved ad una elevatissima idrodinamicità. Anche in questo caso la galleggiabilità è elevata.

> Si possono montare i galleggianti se la linea è già installata?

< Certamente, Resinex fornisce un kit completo di "plate sinkers" per posizionare i galleggianti sotto acqua. Tutti i nostri galleggianti sono infatti dotati di inserti metallici a cui i sinker si possono agganciare.

> A che profondità posso arrivare con i galleggianti per tubi e per cavi Resinex?

< Da 0 a 3000 metri di profondità. Il nostro Marine Research Centre sta però sviluppando nuovi compounds Nautex e Synt per profondità ancora maggiori.

> Che cosa vogliono dire Nautex e Synt?

< Nautex è l’acronimo di Nautilus-Resinex che ricorda la nostra propensione alle acque profonde. E’ un compound che a parità di profondità raggiunta garantisce un minor peso al metro cubo aumentando così la galleggiabilità a parità di volume e diminuendo i costi di produzione: in sostanza pesa meno a parità di resistenza alla pressione. Synt è il nostro compound in syntactic foam che destiniamo alle profondità superiori ai 1500 metri. Anche in questo caso la nostra ricerca sta cercando di diminuire il peso ed aumentarne le profondità operative.

> Ho notato che spesso nei vostri compound sono inserite delle sfere, come delle palline da ping pong. A cosa servono?

< Abbiamo una vasta gamma di "macrosfere" di diversi spessori e diametri. Sono la ciliegina sulla torta dei nostri compounds. Ne aumentano la resistenza e nel contempo li alleggeriscono. Materiali, dimensioni e gamma sono un nostro segreto.

> Abbiamo una linea galleggiante che ha un tratto anche in superficie, la Capitaneria mi chiede di segnalarlo, non so proprio come fare?

< Abbiamo la possibilità di fornire delle winkerlight. Sono segnalazioni leggere che vengono applicate alle diverse flange dei tubi e attraverso un piccolo segnale luminoso (spesso ø60mm) permettono di allertare della presenza della linea nelle ore notturne. Abbiamo due tipi di winkerlight, una con batteria, l’ altra con pannello solare e batteria; quest’ultima, più costosa, consente però un’assenza di manutenzione per 5 anni!

> Queste tecnologie sono utilizzate, oltre che nel settore petrolifero, anche in altri campi?

< Galleggianti di dimensioni inferiori sono utilizzati per alleggerire il peso di ormeggi, di cavi di telecomunicazione e di ombelicali per macchine operatrici subacquee . In questo caso, dati i pesi più contenuti dei cavi, la galleggiabilità al metro lineare richiesta è molto più contenuta e quindi, conseguentemente, le dimensioni dei galleggianti sono inferiori.

> Nel caso dei cavi e degli ombelicali, come possiamo eliminare il rischio di slittamento del galleggiante sul cavo?

< Sono state studiate delle guarnizioni particolari (in poliuretano, in gomma,ecc) che, posizionate sul diametro interno del galleggiante, permettono un elevatissimo "grip" dello stesso sul cavo. In questi casi chiediamo al cliente di comunicare il materiale di cui è composto l’ involucro esterno del cavo o dell’ ombelicale, in modo da poter offrire il materiale della guarnizione più aggrappante possibile.

> Soprattutto nel caso di ombelicali, abbiamo bisogno di minimizzare il tempo delle operazioni di montaggio e di smontaggio dei galleggianti, come possiamo fare?

< Su alcuni modelli sono applicate delle maniglie di sicurezza che abbinano velocità di aggancio ad alta sicurezza in fase di chiusura.

> Vorremmo usare i galleggianti per i diversi lavori che abbiamo acquisito in questi anni. Purtroppo, i cavi che dobbiamo alleggerire sono di diverso diametro, cosa posso fare per utilizzare gli stessi galleggianti e quindi risparmiare sui costi?

< Il nostro reparto tecnico ha studiato un’ ottima soluzione. Il diametro interno del galleggiante può ospitare un riduttore in materiale plastico (sempre con frizione interna ad alto grip) che può avere a sua volta un diametro interno da 200mm a 20mm. Nel caso di lavori analoghi con cavi di diametro diverso occorrerà cambiare solamente il riduttore interno con una spesa minima, anche di 10 volte inferiore alla sostituzione dell’ intero galleggiante. Questa soluzione è stata adottata anche per i galleggianti dei tubi petroliferi. Con gli stessi galleggianti possiamo infatti raggiungere differenti diametri interni . Il sistema di inserti dei nostri galleggianti permette di adattarli alle nuove esigenze del cliente con facilità.

> Ho visto sulle vostre brochure che sottoponete i vostri prodotti a diversi controlli. Quali sono i controlli che fate standard e quali sono quelli su richiesta del cliente?
Che garanzie ci danno?

< Nel caso di galleggianti e boe destinati a lavorare in profondità marine i controlli sulla resistenza sono d’obbligo. Il Resinex Marine Research Centre è il nostro fiore all’occhiello e ci permette controlli molto accurati, proprio perché gestiti direttamente da noi, in casa nostra. Questo è il passaggio standard di un galleggiante o di una boa di profondità:

  • Il guscio del galleggiante è realizzato con stampaggio rotazionale durante il quale gli inserti metallici (multi-uso) sono già inseriti (annegati) nella stampata di plastica. In questa fase è controllato il grado di cottura della stampata e gli spessori del guscio con un apposito spessimetro.
  • Il guscio viene riempito con del materiale (Nautex,Synt) adatto alla profondità a cui il galleggiante deve operare. Campioni del materiale sono prelevati e ne viene verificata la densità e la coerenza con le caratteristiche previste.
  • Le varie parti plastiche sono assemblate con le parti metalliche (in acciaio inossidabile o titanio). Certificati dei materiali e delle saldature seguono sempre il prodotto.
  • A questo punto il prodotto è finito. Iniziano i controlli più importanti.
  • Viene verificato il peso sulla bilancia elettronica.
  • Il galleggiante viene immerso in autoclave (ne abbiamo a disposizione sette di diverse dimensioni e prestazioni che possono effettuare test fino a 8 mila metri di profondità) ed agganciato ad una delle celle di carico dove viene misurata la spinta netta (la galleggiabilità) in condizioni di galleggiamento superficiale.
  • L’autoclave viene chiusa e portata alla pressione richiesta dalla norme internazionali per i test (sempre superiori alla pressione di esercizio prevista in operatività). Oltre alla resistenza sotto pressione viene contemporaneamente misurata la spinta netta sotto pressione.
    I dati di peso, galleggiabilità e resistenza alla pressione vengono raccolti su Pc e permettono la redazione del certificato di garanzia che seguirà il prodotto.
  • Solamente su richiesta sono effettuati i test di resistenza alla trazione del galleggiante completo. Questo test è effettuato con celle di carico che misurano la trazione effettuata sul corpo del galleggiante con macchine e pesi.
  • Con questi passaggi di controllo effetuati in modo standardizzato sui nostri prodotti di profondità crediamo davvero di dare un elevato grado di garanzia ai nostri clienti. I quali sono sempre ben accetti nel caso vogliano assistere direttamente ai controlli dei prodotti dai quali dipenderà il risultato del loro lavoro in mare. Supervisioni per conto dei clienti sono spesso svolte anche da enti specializzati (Lloyd’s, DNV, ABS, ecc). 
     

> Ai test di qualità vengono sottoposte anche le boe?
Le forze a cui sono sottoposte le boe che vorrei utilizzare sono molto elevate, come posso star tranquillo?

< Ai test descritti in precedenza possono essere sottoposte anche le boe poiché abbiamo un’ autoclave per la prova a pressione, dotata di cella di carico, che ha un diametro di 2,5 metri ed è profonda 3,5 metri. Se la prova a trazione supera le 5 tonnellate, sarà effettuata presso un laboratorio esterno specializzato nei test per cavi e catene. Qui testiamo le parti metalliche per boe che hanno necessità di trazioni che arrivano anche fino a 150 tonnellate.

> Siete specializzati solamente nella produzione di boe di grandi dimensioni?

< Assolutamente no. Pensate che abbiamo nella nostra gamma boette con diametro 200mm e 300mm e che spingono 3 e 12 kg. Certo, arriviamo fino alle maxi boe da 100.000 kg di spinta (la nostra Pem 43: 4,3 metri di diametro e 9 metri di altezza) delle quali certamente andiamo fieri. Ma anche vendere una piccola boetta ci dà il piacere di poter soddisfare tutti i tipi di esigenze dei nostri clienti.

> Devo spesso accostarmi alle boe che sto per posizionare e temo di colpire la chiglia della barca. Potete fornire boe che siano riparate e riparino dagli urti?

< Le boe in elastomero sono costruite proprio per questo motivo. Nascono come punto di riferimento per le petroliere che si agganciano alle linee petrolifere galleggianti tramite queste boe elastiche per portare a bordo il tubo di carico e scarico alle mono-boe. Per non rovinare i fianchi e le chiglie delle petroliere, quaranta anni fa, Resinex ha studiato e sviluppato questi tipi di boe. Ora ne realizziamo decine di tipi, piccole e grandi. Il materiale è un polietilene espanso (una sorta di gommapiuma più compatta) con densità da 30 a 50kg/mc, ricoperto di poliuretano elastomero (una sorta di gomma più elastica e contemporaneamente più resistente alla abrasione). L’ unione di questi due materiali e di una parte metallica passante consente di produrre galleggianti leggeri ma resistenti agli impatti e soprattutto elastici alle sollecitazioni.


FAQ Ambiente e Antinquinamento

> A protezione di un’attività di carico e scarico di una nave, dobbiamo posizionare una barriera galleggiante.Sul mercato esistono molti tipi di barriera. Quale scegliere?

< Le barriere si dividono in Permanenti, Semipermanenti, Per usi saltuari o di emergenza e Gonfiabili.

  • La barriera per uso saltuario o per emergenza deve essere facilmente stoccabile sulla banchina, essere facilmente maneggiabile (il peso è contenuto). Il galleggiante è verticale e di forma appiattita, e consente l’avvolgimento su rullo o il contenimento in apposite borse da trasporto (easy booms).
  • La barriera permanente ha generalmente un galleggiamento orizzontale: il galleggiante è posizionato in senso orizzontale rispetto alla superficie del mare, e spesso è composto da materiale rigido. Questo permette alla barriera di seguire più agevolmente il movimento delle onde e quindi offre un maggior effetto barriera rispetto al materiale presente sulla superficie. Il maggior inconveniente per questo tipo di panna è dato dalla necessità di spazio per l’ eventuale stoccaggio a terra. I galleggianti cilindrici orizzontali, non hanno la possibilità di essere posizionati su rullo.
  • La barriera semipermanente è spesso molto simile a quella permanente, il sistema galleggiante è sempre orizzontale ma meno rigido, con dimensioni più contenute. Il problema dello stoccaggio è più attenuato (i volumi sono inferiori) ma permane.
  • La barriera gonfiabile è utilizzata solamente in emergenza ed il suo galleggiamento orizzontale ne permette l’ uso anche in mare aperto. E’ in grado di essere stoccata su rulli. E’ più vulnerabile delle altre. Il prezzo al metro lineare è elevato.

    Resinex è in grado di fornire tutti i tipi di barriera descritti con i nostri prodotti OSA (di emergenza) , OSB (semi-permanenti), OSC (permanente) e OSD (barriera gonfiabile). Le nostre barriere OSC sono in tuti i casi studiate ad hoc per ogni tipo di posizionamento e di contenimento previsto. Dati sul fondale, sulle correnti, sulle condizioni di mare e sui materiali da contenere sono necessari per ogni progetto di barriera permanente.

> Se siamo in presenza di elementi inquinanti in sospensione, come posso contenerli?

< L’ altezza delle diverse barriere può essere studiata da Resinex in fase di offerta. Per proteggere completamente il tratto di mare, spesso vengono fornite barriere che raggiungono il fondo marino con una speciale rete di protezione.

> Devo posizionare una barriera permanente, ma ho il problema di alte escursioni di mare durante il giorno.

< In presenza di maree e di ormeggio alla banchina, i terminali delle nostre barriere sono dotati di particolari agganci che consentono lo scivolamento verso l’ alto ed il basso secondo le variazioni del livello del mare.

> Fornite altri prodotti per il controllo ambientale?

< Costruiamo piattaforme e boe per il monitoraggio e l’analisi delle condizioni dell’ambiente sia marino che dell’ aria. Sono strutture che sono state realizzate partendo dai nostri impianti di segnalazione e si sviluppano ad hoc per ogni progetto. La struttura varia secondo la dimensione della strumentazione da installare sulla piattaforma ed il galleggiante varia secondo il peso che deve sostenere e la tipologia dei sensori che devono scendere al fondo del mare. Per l’ ottimizzazione della progettazione rimangono necessarie le informazioni sul luogo di posa (fondale, correnti, vento, onda) insieme al "pay load" totale che la piattaforma dovrà sopportare quando la strumentazione sarà operativa.

> Avete sviluppato soluzioni particolari nel settore del controllo ambientale?

< Resinex è l’unica società che può fornire un sistema integrato di Controllo, Prevenzione ed Azione antinquinamento. Proponiamo, infatti, il S.I.A.M. (Sistema Integrato Ambientale Marino), un servizio di Resinex che soddisfa l’ esigenza di coordinamento nel settore ambientale marino. Il SIAM, infatti, vede al suo interno le più avanzate soluzioni di monitoraggio (boe o mede con sensori di rilevamento), di contenimento (4 tipologie di barriere galleggianti), e di disinquinamento (diversi prodotti per assorbimento quali panne e fogli assorbenti).


FAQ Acquacoltura

> Quali dei vostri prodotti possono essere utilizzati in acquacoltura?

< Abbiamo ormai una lunga esperienza nella realizzazione di impianti offshore di allevamento di pesce e di mitilicoltura. Le nostre boe di supporto, piccole e grandi, e le segnalazioni sono molto adatte ad essere utilizzate in questi impianti. Forniamo inoltre gabbie galleggianti complete.

> Abbiamo in programma di realizzare un impianto di allevamento in mare aperto, cosa devo utilizzare per segnalarlo?

< Il nostro kit più venduto per l’acquacoltura è composto da una boa luminosa centrale gialla con piano focale di 3 metri e da quattro boe radarabili a delimitare gli angoli dell’ area di allevamento. Sempre più spesso la boa centrale è sostituita da una meda allestita per acquisire dati sulle condizioni del mare.

> Che galleggiamento suggerite per le gabbie di allevamento?

< Suggeriamo le nostre boe di profondità che fanno anch’esse parte della gamma richiesta per l’ allevamento dei pesci in mare aperto: sono infatti indispensabili per sistemare i nuovi tipi di gabbie sommerse che riducono i rischi di danneggiamento durante le mareggiate.


FAQ Porti turistici

> Abbiamo in progetto anche un porto turistico. Quali sono i vostri prodotti che potrebbero interessarci per l’allestimento di questo tipo di approdo?

< In questi casi forniamo gli stessi prodotti che destiniamo ai porti commerciali, anche se, generalmente, con dimensioni più contenute. I parabordi, le boe di ormeggio, le boe luminose e le mede fornite per la nautica da diporto sono di minori dimensioni. Per quanto riguarda i pali fissi ed i fanali, le norme internazionali non vedono differenze tra i diversi tipi di porto. Particolarmente studiati per la nautica sono i nostri Elastic Pylons, ossia ormeggi elastici senza catenaria in grado di abbinare sicurezza ed estetica, soprattutto nell’ormeggio di grandi yachts.
Inoltre forniamo, specificatamente per i porti turistici, dei Pipe Fenders che consentono alle barche ormeggi più sicuri o passaggi senza rischi in zone in cui sono presenti pali infissi in mare.

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