> Dobbiamo sostituire dei galleggianti sulla nostra linea sottomarina per il trasporto del petrolio. Abbiamo visto sui vostri cataloghi 3 tipi di galleggiante. Quale tipo mi consigliate all’ interno della vostra gamma: Hinged, Bolted o Grooved ?
Hanno prestazioni diverse tra loro? Qual è il più adatto per noi?
< Il galleggiante Hinged è certamente il più sofisticato. E’ dotato di una particolare parte metallica in acciaio inossidabile che,tramite un sistema di ammortizzatori, permette che il galleggiante possa seguire l’ andamento della pressione interna del tubo. Così, la sicurezza della linea è ancora più garantita. Inoltre, è il galleggiante che più si adatta ad un montaggio in secondo impianto poiché consente un angolo di apertura ampissimo. Il galleggiante Grooved è il più funzionale e resistente. E’ stato disegnato per garantire performances heavy-duty. E’ soprattutto un galleggiante con altissime capacità di galleggiabilità. Il Bolted somma le grandi capacità di resistenza agli urti del tipo Grooved ad una elevatissima idrodinamicità. Anche in questo caso la galleggiabilità è elevata.
> Si possono montare i galleggianti se la linea è già installata?
< Certamente, Resinex fornisce un kit completo di "plate sinkers" per posizionare i galleggianti sotto acqua. Tutti i nostri galleggianti sono infatti dotati di inserti metallici a cui i sinker si possono agganciare.
> A che profondità posso arrivare con i galleggianti per tubi e per cavi Resinex?
< Da 0 a 3000 metri di profondità. Il nostro Marine Research Centre sta però sviluppando nuovi compounds Nautex e Synt per profondità ancora maggiori.
> Che cosa vogliono dire Nautex e Synt?
< Nautex è l’acronimo di Nautilus-Resinex che ricorda la nostra propensione alle acque profonde. E’ un compound che a parità di profondità raggiunta garantisce un minor peso al metro cubo aumentando così la galleggiabilità a parità di volume e diminuendo i costi di produzione: in sostanza pesa meno a parità di resistenza alla pressione. Synt è il nostro compound in syntactic foam che destiniamo alle profondità superiori ai 1500 metri. Anche in questo caso la nostra ricerca sta cercando di diminuire il peso ed aumentarne le profondità operative.
> Ho notato che spesso nei vostri compound sono inserite delle sfere, come delle palline da ping pong. A cosa servono?
< Abbiamo una vasta gamma di "macrosfere" di diversi spessori e diametri. Sono la ciliegina sulla torta dei nostri compounds. Ne aumentano la resistenza e nel contempo li alleggeriscono. Materiali, dimensioni e gamma sono un nostro segreto.
> Abbiamo una linea galleggiante che ha un tratto anche in superficie, la Capitaneria mi chiede di segnalarlo, non so proprio come fare?
< Abbiamo la possibilità di fornire delle winkerlight. Sono segnalazioni leggere che vengono applicate alle diverse flange dei tubi e attraverso un piccolo segnale luminoso (spesso ø60mm) permettono di allertare della presenza della linea nelle ore notturne. Abbiamo due tipi di winkerlight, una con batteria, l’ altra con pannello solare e batteria; quest’ultima, più costosa, consente però un’assenza di manutenzione per 5 anni!
> Queste tecnologie sono utilizzate, oltre che nel settore petrolifero, anche in altri campi?
< Galleggianti di dimensioni inferiori sono utilizzati per alleggerire il peso di ormeggi, di cavi di telecomunicazione e di ombelicali per macchine operatrici subacquee . In questo caso, dati i pesi più contenuti dei cavi, la galleggiabilità al metro lineare richiesta è molto più contenuta e quindi, conseguentemente, le dimensioni dei galleggianti sono inferiori.
> Nel caso dei cavi e degli ombelicali, come possiamo eliminare il rischio di slittamento del galleggiante sul cavo?
< Sono state studiate delle guarnizioni particolari (in poliuretano, in gomma,ecc) che, posizionate sul diametro interno del galleggiante, permettono un elevatissimo "grip" dello stesso sul cavo. In questi casi chiediamo al cliente di comunicare il materiale di cui è composto l’ involucro esterno del cavo o dell’ ombelicale, in modo da poter offrire il materiale della guarnizione più aggrappante possibile.
> Soprattutto nel caso di ombelicali, abbiamo bisogno di minimizzare il tempo delle operazioni di montaggio e di smontaggio dei galleggianti, come possiamo fare?
< Su alcuni modelli sono applicate delle maniglie di sicurezza che abbinano velocità di aggancio ad alta sicurezza in fase di chiusura.
> Vorremmo usare i galleggianti per i diversi lavori che abbiamo acquisito in questi anni. Purtroppo, i cavi che dobbiamo alleggerire sono di diverso diametro, cosa posso fare per utilizzare gli stessi galleggianti e quindi risparmiare sui costi?
< Il nostro reparto tecnico ha studiato un’ ottima soluzione. Il diametro interno del galleggiante può ospitare un riduttore in materiale plastico (sempre con frizione interna ad alto grip) che può avere a sua volta un diametro interno da 200mm a 20mm. Nel caso di lavori analoghi con cavi di diametro diverso occorrerà cambiare solamente il riduttore interno con una spesa minima, anche di 10 volte inferiore alla sostituzione dell’ intero galleggiante. Questa soluzione è stata adottata anche per i galleggianti dei tubi petroliferi. Con gli stessi galleggianti possiamo infatti raggiungere differenti diametri interni . Il sistema di inserti dei nostri galleggianti permette di adattarli alle nuove esigenze del cliente con facilità.
> Ho visto sulle vostre brochure che sottoponete i vostri prodotti a diversi controlli. Quali sono i controlli che fate standard e quali sono quelli su richiesta del cliente?
Che garanzie ci danno?
< Nel caso di galleggianti e boe destinati a lavorare in profondità marine i controlli sulla resistenza sono d’obbligo. Il Resinex Marine Research Centre è il nostro fiore all’occhiello e ci permette controlli molto accurati, proprio perché gestiti direttamente da noi, in casa nostra. Questo è il passaggio standard di un galleggiante o di una boa di profondità:
- Il guscio del galleggiante è realizzato con stampaggio rotazionale durante il quale gli inserti metallici (multi-uso) sono già inseriti (annegati) nella stampata di plastica. In questa fase è controllato il grado di cottura della stampata e gli spessori del guscio con un apposito spessimetro.
- Il guscio viene riempito con del materiale (Nautex,Synt) adatto alla profondità a cui il galleggiante deve operare. Campioni del materiale sono prelevati e ne viene verificata la densità e la coerenza con le caratteristiche previste.
- Le varie parti plastiche sono assemblate con le parti metalliche (in acciaio inossidabile o titanio). Certificati dei materiali e delle saldature seguono sempre il prodotto.
- A questo punto il prodotto è finito. Iniziano i controlli più importanti.
- Viene verificato il peso sulla bilancia elettronica.
- Il galleggiante viene immerso in autoclave (ne abbiamo a disposizione sette di diverse dimensioni e prestazioni che possono effettuare test fino a 8 mila metri di profondità) ed agganciato ad una delle celle di carico dove viene misurata la spinta netta (la galleggiabilità) in condizioni di galleggiamento superficiale.
- L’autoclave viene chiusa e portata alla pressione richiesta dalla norme internazionali per i test (sempre superiori alla pressione di esercizio prevista in operatività). Oltre alla resistenza sotto pressione viene contemporaneamente misurata la spinta netta sotto pressione.
I dati di peso, galleggiabilità e resistenza alla pressione vengono raccolti su Pc e permettono la redazione del certificato di garanzia che seguirà il prodotto.
- Solamente su richiesta sono effettuati i test di resistenza alla trazione del galleggiante completo. Questo test è effettuato con celle di carico che misurano la trazione effettuata sul corpo del galleggiante con macchine e pesi.
- Con questi passaggi di controllo effetuati in modo standardizzato sui nostri prodotti di profondità crediamo davvero di dare un elevato grado di garanzia ai nostri clienti. I quali sono sempre ben accetti nel caso vogliano assistere direttamente ai controlli dei prodotti dai quali dipenderà il risultato del loro lavoro in mare. Supervisioni per conto dei clienti sono spesso svolte anche da enti specializzati (Lloyd’s, DNV, ABS, ecc).
> Ai test di qualità vengono sottoposte anche le boe?
Le forze a cui sono sottoposte le boe che vorrei utilizzare sono molto elevate, come posso star tranquillo?
< Ai test descritti in precedenza possono essere sottoposte anche le boe poiché abbiamo un’ autoclave per la prova a pressione, dotata di cella di carico, che ha un diametro di 2,5 metri ed è profonda 3,5 metri. Se la prova a trazione supera le 5 tonnellate, sarà effettuata presso un laboratorio esterno specializzato nei test per cavi e catene. Qui testiamo le parti metalliche per boe che hanno necessità di trazioni che arrivano anche fino a 150 tonnellate.
> Siete specializzati solamente nella produzione di boe di grandi dimensioni?
< Assolutamente no. Pensate che abbiamo nella nostra gamma boette con diametro 200mm e 300mm e che spingono 3 e 12 kg. Certo, arriviamo fino alle maxi boe da 100.000 kg di spinta (la nostra Pem 43: 4,3 metri di diametro e 9 metri di altezza) delle quali certamente andiamo fieri. Ma anche vendere una piccola boetta ci dà il piacere di poter soddisfare tutti i tipi di esigenze dei nostri clienti.
> Devo spesso accostarmi alle boe che sto per posizionare e temo di colpire la chiglia della barca. Potete fornire boe che siano riparate e riparino dagli urti?
< Le boe in elastomero sono costruite proprio per questo motivo. Nascono come punto di riferimento per le petroliere che si agganciano alle linee petrolifere galleggianti tramite queste boe elastiche per portare a bordo il tubo di carico e scarico alle mono-boe. Per non rovinare i fianchi e le chiglie delle petroliere, quaranta anni fa, Resinex ha studiato e sviluppato questi tipi di boe. Ora ne realizziamo decine di tipi, piccole e grandi. Il materiale è un polietilene espanso (una sorta di gommapiuma più compatta) con densità da 30 a 50kg/mc, ricoperto di poliuretano elastomero (una sorta di gomma più elastica e contemporaneamente più resistente alla abrasione). L’ unione di questi due materiali e di una parte metallica passante consente di produrre galleggianti leggeri ma resistenti agli impatti e soprattutto elastici alle sollecitazioni.